Home Moda ALTAROMA: UNICA SPERANZA RIPARTIRE DALLE BASI

ALTAROMA: UNICA SPERANZA RIPARTIRE DALLE BASI

Scritto da Giorgio Miserendino

Queste le parole di Renato Balestra, nel corso di un’intervista rilasciataci durante questa edizione di Altaroma (nei prossimi giorni seguirà l’intervista integrale).

Sembra quindi che ad aspettare un rinnovo nell’attuale gestione di Altaroma non sia solamente la redazione di G.on Fashion. Ricorderete sicuramente l’articolo che scrissi durante la scorsa edizione di Altaroma, bene, qualcosa è cambiato ma siamo ancora ben lontani dall’Altaroma che merita questa città. Ed anche se penalizzati dopo l’articolo di luglio, siamo tornati a vedere, con qualche difficoltà, le proposte di quest’anno.

Nel calendario di Altaroma troviamo la solita lista di giovani designer (Prêt-à-porter), che come da prassi, tempo 2-3 collezioni, verranno inghiottiti nel buco nero di una manifestazione che non sostiene lo sviluppo creativo ed imprenditoriale dei designer, ma “lancia” i giovani, ed è ancora da capire dove effettivamente questi giovani vengano lanciati. Poi la lista “Atelier” sinonimo della parola tabù “Alta Moda“, composta da 7 sfilate ed 1 evento, su 54 appuntamenti complessivi. Forse un po’ troppo pochi? (calcolando che solo 2 di questi 8 sono stati organizzati da Altaroma) dov’è lo scouting? Noi, tra gli eventi curati da Altaroma, lo abbiamo trovato solo nel nuovo progetto “SHOWCASE” ideato da ICE Agenzia e Altaroma.

Dopo gli attuali interessamenti del Comune di Roma a singole realtà quali Renato Balestra e Gattinoni, e dopo l’uscita dello stesso da socio di Altaroma che definiva la manifestazione “non all’altezza di capitale europea“, dovrebbe forse essere questo un campanello d’allarme per l’attuale amministrazione della manifestazione che segni la fine della ricreazione? Quanto gli altri soci vorranno continuare ad alimentare questa Altaroma?

L’abbandono degli sponsor: Nei tempi d’oro MAC, L’Oreal Professionnel, Mercedes-Benz sono solo alcune delle realtà leader del settore fashion week che investivano in Altaroma. Perché oggi non è più cosi?

Inutile ribadire come sia possibile che il direttore generale di Altaroma percepisca uno stipendio annuo di 130.729 euro + 35.000 euro di bonus (sarebbe interessante sapere il perché del bonus), quando la manifestazione, il sistema moda e un po‘ tutto il Paese cerca di uscire da questa grande crisi. Per fortuna il Presidente svolge il proprio compito a titolo gratuito.

L’ignoranza ha preso il sopravvento in un momento in cui la coesione di tutto il sistema dovrebbe essere la fonte di sopravvivenza di qualcosa di fragile. Ma il problema è stato sottovalutato per troppo tempo. Con un consiglio di amministrazione che cura gli interessi di altre manifestazioni (Pitti Immagine), che non spende la propria influenza a favore di Roma. Cosi Altaroma vede la conclusione di quest’edizione con un fallimento. Una “Pausa”, una riflessione che tutti dovremmo fare su quello che si può fare per questa città nell’interesse comune. In attesa di questa primavera, nella quale il consiglio di amministrazione verrà sciolto, magari con qualche novità che possa portare dei cambiamenti. Noi rimaniamo e rimarremo a sostegno di Roma e non più di questa Altaroma.

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