Home Moda MFW: tra immense delusioni e grandiose conferme

MFW: tra immense delusioni e grandiose conferme

Scritto da Livia Piredda

Dopo New York e Londra, è la volta di Milano. Le settimane della moda si susseguono con una tale frenesia che alle volte è difficile stargli al passo. Questo però non significa che ci facciamo sfuggire chi nel bene o nel male fa parlar di sé più degli altri. E allora vediamo insieme cosa più ci ha attirato durante la fashion week italiana.

Uno di quelli che più ha “subito” l’attenzione mediatica è stato sicuramente Gucci con Alessandro Michele. Il giovane direttore creativo più volte rimproverato di copiare gli stili altrui e di non presentare niente di nuovo, fa cilecca per l’ennesima volta. La collezione P/E 2018 presentata a Milano lo scorso 20 Settembre è tutto e niente. Un’orgia di colori e accostamenti che oltre a dare un enorme impatto visivo non trasmette alcuna continuità. Troppa confusione che distoglie l’attenzione dal reale messaggio che si cela dietro la collezione, sempre che ce ne sia uno. Insomma, per dirla in breve la collezione di Gucci è “tutto fumo e niente arrosto”.

Altra delusione, ahimè qua mi duole dirlo, è sicuramente Moschino. Per quanto io ami in maniera spropositata il brand e quel grande genio di Jeremy Scott, questa volta non ha convinto. Avrà preso troppo alla lettera il tema primavera? Avrà voluto giocare sulle scelte di tanti suoi colleghi che ogni anno per la spring collection si focalizzano sulle fantasie floreali (qualcuno direbbe “avanguardia pura”)? Non si sa e non lo sapremo mai. Sta di fatto che al di là dei bouquet viventi, tutto il resto è qualcosa di visto, rivisto e strarivisto. E’ vero che il chiodo non passa mai di moda, ma le gonne di tulle, le calze a rete, le cinture borchiate sono qualcosa che appartengono a un passato ormai remoto. Insomma, da Jeremy ci aspettiamo sicuramente qualcosa di più.

Tra quelli che prendono spunto dal passato, c’è chi, fortunatamente, lo fa con intelligenza mantenendo viva la propria identità. E’ il caso di Donatella Versace che a vent’anni dalla morte del fratello Gianni, presenta in suo onore una collezione strepitosa. Inconfondibili i tessuti con le fantasie “Versace” e i colori pop richiamanti gli anni 90’. A portarci indietro nel tempo, il ritorno sulla passerella di cinque delle top model che con lo stilista hanno fatto il loro primo debutto: Naomi Campbell, Cindy Crawford, Carla Bruni, Claudia Schiffer e Helena Christensen. Uno spettacolo unico che ha riconfermato ancora una volta la grandezza di un brand come Versace.

A risollevare gli animi e ridare speranza agli addetti ai lavori, ci pensa anche Fendi. Eleganza e semplicità mista a tocchi di “trasgressione” data dall’uso di gonne in pelle e di giochi di trasparenze, fanno di questa collezione una delle migliori di questa fashion week.

 

In definitiva, tra qualche delusione e alcune gradevoli riconferme, ciò che più lascia perplessi è che tutto il resto sia passato perlopiù inosservato. Ciò non significa che siano state presentate brutte collezioni, ma nessuna che abbia lasciato veramente senza fiato (fatta eccezione per i grandi di sempre). Speriamo allora che le collezioni Autunno Inverno ci riservino qualche sorpresa in più.

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