Home Moda MINIMALISMO E ESSENZIALITA’ ALLA MFW2017: I DESIGNER ORIENTALI

MINIMALISMO E ESSENZIALITA’ ALLA MFW2017: I DESIGNER ORIENTALI

Scritto da Livia Piredda

Non è un mistero che ormai il mondo asiatico abbia forti influenze sulla moda internazionale. Cinesi e giapponesi hanno conquistato tutti con lo stile minimalista e lineare. Il fashion system, grazie a loro, ha scoperto un nuovo modo di esprimere la propria creatività fatto soprattutto di essenziale più che di superfluo. Milano, durante quest’edizione, ha capito la loro importanza  e ha dato ampio spazio d’espressione ai designer provenienti dai paesi del sol levante. Vediamo insieme quali brand del futuro hanno avuto l’onore di dominare le passerelle milanesi affiancando i grandi nomi che hanno e continuano a segnare la storia della moda.

Primo fra tutti Annakiki, il brand di Anna Yang il cui scopo è quello di porsi come marchio totalmente indipendente e anticonformista. La nuova collezione autunno inverno 2017 presentata a Milano è un gioco di colori accesi come il giallo, il rosa e il rosso. Sprazzi di grigio metallico e total black ci proiettano verso un mondo totalmente futurista, rimarcato anche dalle ampie spalle squadrate delle giacche e delle camice. Le pellicce oversize contrastano con i trench dalle linee asimmetriche stretti in vita. Annakiki è futuro, è altra dimensione. È qualcosa che ancora non riusciamo a capire appieno, ma che in un altro millennio sarà normalità.

Altra designer al suo debutto sulla passerella milanese, Angel Chan, nata in Cina ma formatasi a Londra. Grazie al suo bagaglio culturale e alle sue esperienze presenta “ModernTribals”, una collezione cosmopolita che trae ispirazione da tratti distintivi di molte culture. Così se i parka maschili presentano fantasie tipiche dell’Australia, i poncho femminili si ispirano ai tribali africani. Tutto ciò mescolato a elementi come le giacche in pelle dai tessuti metallici e le pellicce oversize dai colori tenui. Tradizione e innovazione convivono perfettamente in questa collezione che mantiene pura la tendenza della moda orientale di accostare tra di loro ampi capi dai tagli lineari creando una sovrapposizione armoniosa tipica degli abiti tradizionali.

Dopo due artiste cinesi incontriamo il designer giapponese Atsushi Nakashima che per la sua collezione trae ispirazione dagli effetti che la luce provoca diffondendosi nei cristalli. Non a caso la collezione è un’esplosione di colori: rosso, viola, verde militare, arancione, grigio e turchese si mischiano creando giochi caleidoscopici. Le fantasie geometriche si alternano ad abiti a tinta unita. Giacche lunghe e corte in tessuti tecnici danno spazio a capi di denim come salopette e cappotti; camice in raso lucido si scontrano invece con gonne e pantaloni morbidi a vita alta.  Una collezione in cui il colore assume un’importanza maggiore rispetto ai modelli stessi.

Se Nakashima accenna al denim,  Xu Zhi fa del jeans il tema principale. Outfit sofisticati con tocchi di pelle e chiffon vengono arricchiti da frange setose, ricami delicati e corde intrecciate. I colori vanno dal grigio al nero, dal blu al beige. Rispetto a tutti gli altri designer, la collezione di Zhi non mostra le sue influenze culturali, ma si adegua  a canoni più occidentali.

Terminiamo con Ricostru la designer cinese che con la sua collezione emblema dello stile asiatico si aggiudica il premio per miglior stilista orientale. Pure, geometriche, minimal sono sicuramente i tre aggettivi per descrivere le sue creazioni. Tessuti come la pelle e il velluto rivivono in lunghi trench, giacche, completi pantalone e abiti dalle più svariate forme. Sobrietà e pulizia dei tagli esprimono una modernità e innovazione simile a quella vista con Annakiki ma di un livello nettamente superiore.

Le collezione di questi cinque designer hanno ancora una volta dimostrato che lo stile asiatico domina le scene della moda internazionale. Non ci sono dubbi che sono loro gli stilisti del futuro, quella ventata di innovazione di cui il fashion system ha bisogno già da tempo.

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